Perché non tutti otteniamo gli stessi risultati?

Perché non tutti otteniamo gli stessi risultati?

 

Sarà capitato a chiunque almeno una volta nella vita di impegnarsi in qualcosa senza ottenere i risultati sperati.

Nella fattispecie, magari il vostro compagno di allenamento ha ottenuto risultati migliori dei vostri e questo nonostante abbiate seguito lo stesso identico programma.

Come mai accade questo?

Ovviamente escludiamo a priori il caso in cui il vostro compagno pesi 15-20 kg più di voi, sarebbe scontato che sia più forte, stesso discorso se ha ottenuto qualche cm in più di “bicipite” essendosi iscritto il mese scorso… sapete benissimo che il corpo inizialmente risponde in un determinato modo agli stimoli a cui non era abituato, ma questo veloce progresso iniziale è destinato a rallentare fino a bloccarsi con il raggiungimento di una nuova omeostasi, ma non è di questo che voglio parlare oggi.

Quando ci sono forti discrepanze di risultati fra due individui si tende spesso a parlare di genetica, estrapolando il discorso al di fuori dell’ambito palestra si parla di talento, il concetto è lo stesso: qualcosa che non si è conquistato col sacrificio, come se ci fosse stato qualcuno a regalarlo.

Che esista o no il talento, che la genetica sia così determinante o meno, questo a noi non ci interessa, almeno per il momento, perciò quando vi confrontate con qualcuno che ritenete del tutto simile a voi, che abbia seguito il vostro stesso allenamento, e che ciò abbia portato a risultati completamente diversi, fatevi le seguenti domande:

  • Quanto mi piace fare ciò che faccio?
  • Perché lo faccio?
  • Come lo faccio?
  • Che obbiettivi ho?

Ognuno di voi avrà dato le sue risposte, spero sincere, adesso però vediamo nel dettaglio come queste problematiche possano incidere nei risultati attraverso il modo in cui ci approcciamo al nostro allenamento.

Quanto mi piace fare ciò che faccio?

Sembra una domanda banale, chi farebbe mai qualcosa che non gli piace fare? Eppure talvolta le cose sono più complesse, non è raro che si inizia a fare qualcosa con la foga iniziale della novità che man mano si affievolisce dopo breve tempo, ma a quel punto subentra l’abitudine per cui continuiamo in maniera insofferente a fare quello che abbiamo imparato a fare senza chiederci se vogliamo ancora farlo…

Questa condizione è nemica dei risultati!

Quelli che ottengo molto nel loro ambito, amano fare ciò che fanno più di ogni altra cosa, per cui interrogatevi e rispondete a voi stessi con la massima sincerità, se non amate ciò che fate, forse sarebbe il caso di provare a cambiare qualcosa, che sia un cambio di scheda o di sport, ma provateci, si tratta di rompere il muro dell’abitudine, della comodità, uscire dalla cosiddetta “zona di comfort”.

Perché lo faccio?

La motivazione è sempre la chiave di tutto.  Vedete puntualmente persone iscriversi in palestra dopo le abbuffate natalizie, o magari un mese prima dell’estate, ma sapete già che dureranno poco. Quando ci si allena per qualcosa di diverso del “piacere” stesso di allenarsi, l’allenamento diventa duro, diventa un dovere, una fatica, non si vede l’ora di tornare a casa e magari concedersi un premio in cibo per la fatica fatta. Anche questo atteggiamento è nemico dei risultati. Chi cavalca l’onda della motivazione scopre un’energia quasi magica, oltre a mantenere sempre la concentrazione ai massimi livelli, allenarsi non stanca ma quasi ricarica di energia il proprio corpo, è come se fosse un bisogno fisico, qualcosa che dovete fare per stare bene, per stare meglio. Se quando vi allenate avete una sensazione simile, potete star certi che i risultati arriveranno.

Come lo faccio?

Talvolta siamo così immersi nella abitudini che non riusciamo ad analizzare con chiarezza ciò che stiamo facendo. Auto-analizzarsi è già qualcosa di estremamente difficile, e questo a prescindere dall’abitudine, per questo motivo risulta sempre vantaggioso avere una figura esterna a noi stessi che possa fare ciò al posto nostro e valutare ogni cosa in maniera “fredda”, estranea ai nostri gusti, le nostre abitudini, tenendo conto del nostro stato fisico ed emotivo e dei vari feedback che ogni allenamento restituisce, insomma  tutti quegli elementi che partecipano quotidianamente alla costruzione dei risultati; sto parlando della figura del “coach”. Tuttavia, per chi è “coach di se stesso”, servirà una forte consapevolezza e capacità di estraneazione, nonché una continua messa alla prova di ciò che si sta facendo attraverso lo studio, il confronto e l’attenta osservazione del modo di fare di altri atleti, possibilmente di livello pari o superiore al nostro; d’altronde il detto dice “il saggio impara dai propri errori, il genio da quelli degli altri”.

Iniziate a rendere il vostro allenamento cosciente, dovete sapere in ogni momento quello che state facendo, come lo state facendo e soprattutto perché. Un allenamento cosciente è 10, forse 100 volte più impegnativo di un allenamento di routine con la mente totalmente in standby, ma in questo secondo caso, non lamentatevi se poi i risultati non arrivano.

Che obbiettivi ho?

Dovete avere un obbiettivo chiaro, ben definito, che sia misurabile ogni giorno e dovete fare ogni giorno qualcosa per avvicinarvi a questo obbiettivo. Non deve essere qualcosa di troppo difficile da raggiunge, avere come obbiettivo “il petto alla Arnold” è controproducente, obbiettivi come “voglio perdere 2 kg mi massa grassa entro questo mese”, o “voglio aumentare il mio massimale di panca piana durante questo ciclo di forza” sono obbiettivi decisamente migliori proprio perché concreti, misurabili e soprattutto fattibili!

Raccogliete feedback e sensazioni ad ogni allenamento, ad ogni serie, camminate con un diario cartaceo e appuntate ogni minima cosa, potreste dimenticarla e non tenerne conto nel workout successivo.

Un ultimo consiglio: godete dei piccoli risultati giornalieri, che siano 200 gr in meno sulla bilancia o 1 serie in più di squat rispetto il mese scorso, godetene ed esaltatevi, questi piccoli risultati si accumuleranno in esperienze positive, e un giorno saranno la forza che vi sosterrà nei momenti più difficili a cui sicuramente dovrete prima o poi far fronte.

E poi ragazzi, pazienza…tanta pazienza, il mare è fatto di gocce d’acqua, le più grandi cattedrali sono fatte di granelli di sabbia. Che il vostro sport sia uno sport di potenza non frega a nessuno, la corsa verso i risultati è comunque una maratona.

Buon allenamento!

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